Tutti gli orari sono UTC +1 ora



Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1 messaggio ] 
  Stampa pagina

50 anni di sacerdozio per Mons. Giuseppe Mani
Autore Messaggio
Non connesso
MessaggioInviato: 12/03/2010 
Admin
Admin
Avatar utente

Iscritto il: 09/06/2008
Messaggi: 84
Località: Assemini
INTERVISTA A MONSIGNOR MANI PER IL 50ESIMO DI ORDINAZIONE SACERDOTALE
La Chiesa sarda, la Diocesi e la nostra Parrocchia festeggiano assieme all'Arcivescovo

Venerdì 12 marzo 2010 - Mons. Giuseppe Mani festeggia il 50esimo anniversario di ordinazione sacerdotale nella Basilica di N.S. di Bonaria al completo, davanti a migliaia di fedeli, oltre che numerosi prelati e consacrati, autorità e forze dell'ordine. Presente anche con una buona rappresentanza la nostra parrocchia. Di seguito l'intervista esclusiva de L'Unione Sarda all'Arcivescovo.

L'UNIONE SARDA, 12/03/2010

Ha detto messa, per la prima volta, a 24 anni, a Fiesole, dove venne ordinato sacerdote il 12 marzo 1960. Son passati 50 anni e, nel frattempo, il prete di provincia è diventato arcivescovo, dopo aver scalato i gradini della gerarchia ecclesiastica, dopo essere diventato Ordinario militare d'Italia e, in quanto tale, generale di corpo d'armata.

Tutto dopo una laurea all'Università lateranense. Da 7 anni, Giuseppe Mani è l'arcivescovo della diocesi di Cagliari, 560 mila anime che amministra dal 6 settembre 2003. Cinquant'anni, dunque, con l'abito talare, mezzo secolo al servizio della Chiesa: oggi, 12 marzo, si festeggia il giubileo sacerdotale del monsignore toscano (nato a Rufina 74 anni fa), che ama passeggiare all'alba a Monte Urpinu, che vive nel “piccolo eremo” delle suore della Carità e non va mai a dormire prima di mezzanotte. Per le sue “nozze d'oro” c'è tutta la diocesi, stasera alle 18, con una messa nella basilica di Bonaria, e ieri al Conservatorio, dove il direttore editoriale dell'Unione Sarda, Gianni Filippini, ha illustrato al pubblico la “miscellanea” di studi e ricerche pubblicata per la ricorrenza.

Com'è nata la sua vocazione?

«Io sono nato prete, volevo farlo fin da bambino. I miei genitori, però, all'inizio non erano d'accordo e così sono entrato in seminario solo dopo la quinta ginnasio».

Com'è Cagliari vista da Piazza Palazzo?

«Bellissima, stupenda sotto l'aspetto naturale. Ma anche sotto quello religioso: nella diocesi di Cagliari c'è davvero la fede».

Cagliaritani devoti? Frequentano la chiesa?

«La fede della Sardegna è cultura: non è immaginabile quest'isola senza la fede cristiana. Ma la frequenza è una cosa diversa. Qui però abbiamo un'altissima percentuale di battezzati, di cagliaritani che hanno fatto la prima comunione e la cresima: sacramenti che quasi tutti hanno ricevuto».

E i matrimoni?

«A Cagliari c'è il grave problema della festa e sono tante le famiglie che si sposano civilmente rinviando il matrimonio religioso, quando possono fare anche il ricevimento. Perciò ho proposto la sanazione in radice : in due mesi ho sanato una cinquantina di matrimoni».

In che modo la Chiesa è presente in città?

«Prima di tutto con i suoi santuari, penso a Bonaria, Fra Ignazio, San Michele, i grandi luoghi in cui il cristianesimo e la fede dei cagliaritani si esprime. Poi con il lavoro capillare delle parrocchie e con tutte le forme di carità. La nostra presenza è anche nei grandi movimenti religiosi, come i catecumenali del Poetto, della Palma o di Bonaria».

Rapporti con la politica?

«Ottimi, sia con l'amministrazione Soru che con la Giunta Cappellacci. Merito dell'esperienza romana durante la quale sono stato vicinissimo al mondo politico, sia con Prodi che con Berlusconi. Collaboriamo per il bene comune, con una differenza: i politici devono far star bene la gente, noi dobbiamo farla diventare più buona».

Ma quanto incidete sulle scelte politiche?

«Più che incidere la Chiesa illumina su ciò che è morale e richiama i valori fondamentali: mai detto votate per questo o per quello».

L'arcivescovo vota?

«Certo che voto, e voto per tutti, per chi in quel momento può servire meglio il bene comune».

Chi bussa alla sua porta?

«Giovani e anziani. Vengono a chiedere aiuto per portare la croce: il servizio del vescovo è di consolarli e dare sostegno morale. È un periodo difficile ma si vede anche tanta solidarietà: i sardi sanno vivere con sobrietà, è gente che sa accontentarsi».

Altre religioni e battaglie contro i crocifissi nelle aule...

«La festa dell'accoglienza alla Fiera è stato un esempio della proverbiale accoglienza dei sardi. Quanto al crocifisso, bando alle polemiche e dico: se non fate scuola bene io ve lo tolgo».

Da vescovo a cardinale: ci sta pensando?

«No mai. Dovrei rifarmi la parure e mi sembra uno spreco alla mia età. Starò qui finché mi tiene il Papa. Poi mi preparerò per il Paradiso».


Top
 Profilo  
 

Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1 messaggio ] 

Tutti gli orari sono UTC +1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
cron