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DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 15/09/2008 
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Domenica, 7 settembre 2008
Piazza Yenne - Cagliari


Prima di rivolgermi a voi, cari giovani, di Cagliari e della Sardegna, ho l’obbligo e il piacere di rivolgere un particolare saluto al Presidente della Regione Sarda, On. Renato Soru, come pure a tutte le Autorità regionali, che con il loro generoso contributo e sostegno hanno permesso la riuscita di questa mia visita pastorale. Grazie, Signor Presidente: i giovani qui presenti ricorderanno questo giorno, essi che sono il domani di questa terra, che Lei con competenza amministra.

E adesso a voi, cari giovani. È una grande gioia per me incontrarvi, al termine di questo breve ma intenso soggiorno nella vostra bella Isola. Vi saluto tutti con affetto e vi ringrazio per questa calorosa accoglienza. In particolare, ringrazio coloro che, a vostro nome, mi hanno espresso i fervidi sentimenti che vi animano. So che alcuni di voi hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, e sono certo che hanno tratto giovamento da una così straordinaria esperienza ecclesiale. Come ho potuto vedere io stesso, le Giornate Mondiali della Gioventù costituiscono singolari occasioni pastorali per consentire ai giovani del mondo intero di conoscersi meglio, di condividere insieme la fede e l’amore verso Cristo e la sua Chiesa, di confermare il comune impegno di adoperarsi per costruire un futuro di giustizia e di pace. Abbiamo oggi una Giornata non mondiale, ma sarda, della gioventù. E sperimentiamo la bellezza di essere insieme.

Dunque, veramente vi saluto con affetto, cari ragazzi e ragazze: voi costituite il futuro pieno di speranza di questa Regione, nonostante le difficoltà che conosciamo tutti. Conosco il vostro entusiasmo, i desideri che nutrite e l’impegno che ponete per realizzarli. E non ignoro le difficoltà e i problemi che incontrate. Penso, ad esempio – e abbiamo sentito di questo - penso alla piaga della disoccupazione e della precarietà del lavoro, che mettono a rischio i vostri progetti; penso all’emigrazione, all’esodo delle forze più fresche ed intraprendenti, con il connesso sradicamento dall’ambiente, che talvolta comporta danni psicologici e morali, prima ancora che sociali. Cosa dire poi del fatto che nell’attuale società consumistica, il guadagno e il successo sono diventati i nuovi idoli di fronte ai quali tanti si prostrano? La conseguenza è che si è portati a dar valore solo a chi – come si suol dire – “ha fatto fortuna” ed ha una sua “notorietà”, non certo a chi con la vita deve faticosamente combattere ogni giorno. Il possesso dei beni materiali e l’applauso della gente hanno sostituito quel lavorio su se stessi che serve a temprare lo spirito e a formare una personalità autentica. Si rischia di essere superficiali, di percorrere pericolose scorciatoie alla ricerca del successo, consegnando così la vita ad esperienze che suscitano soddisfazioni immediate, ma sono in se stesse precarie e fallaci. Cresce la tendenza all’individualismo, e quando ci si concentra solo su se stessi si diventa inevitabilmente fragili; viene meno la pazienza dell’ascolto, fase indispensabile per capire l’altro e lavorare insieme.

Il 20 ottobre del 1985, il caro Papa Giovanni Paolo II, incontrando qui a Cagliari i giovani provenienti dall’intera Sardegna, volle proporre tre valori importanti per costruire una società fraterna e solidale. Sono indicazioni quanto mai attuali anche oggi, che volentieri riprendo evidenziando in primo luogo il valore della famiglia, da custodire – disse il Papa - come “antica e sacra eredità”. Tutti voi sperimentate l’importanza della famiglia, in quanto figli e fratelli; ma la capacità di formarne una nuova, non può essere data per scontata. Occorre prepararvisi. In passato la società tradizionale aiutava di più a formare e a custodire una famiglia. Oggi non è più così, oppure lo è “sulla carta”, ma nei fatti domina una mentalità diversa. Sono ammesse altre forme di convivenza; a volte viene usato il termine “famiglia” per unioni che, in realtà, famiglia non sono. Soprattutto, nel contesto nostro, si è molto ridotta la capacità dei coniugi di difendere l’unità del nucleo familiare a costo anche di grandi sacrifici. Riappropriatevi, cari giovani, del valore della famiglia; amatela non solo per tradizione, ma per una scelta matura e consapevole: amate la vostra famiglia di origine e preparatevi ad amare anche quella che con l’aiuto di Dio voi stessi formerete. Dico: “preparatevi”, perché l’amore vero non si improvvisa. L’amore è fatto, oltre che di sentimento, di responsabilità, di costanza, e anche di senso del dovere. Tutto questo lo si impara attraverso l’esercizio prolungato delle virtù cristiane della fiducia, della purezza, dell’abbandono alla Provvidenza, della preghiera. In questo impegno di crescita verso un amore maturo vi sosterrà sempre la Comunità cristiana, perché in essa la famiglia trova la sua più alta dignità. Il Concilio Vaticano II la chiama “piccola Chiesa”, perché il matrimonio è un sacramento, cioè un segno santo ed efficace dell’amore che Dio ci dona in Cristo attraverso la Chiesa.

Strettamente connesso a questo primo valore del quale ho voluto parlare è l’altro valore che intendo sottolineare: la seria formazione intellettuale e morale, indispensabile per progettare e costruire il vostro futuro e quello della società. Chi su questo vi fa degli “sconti” non vuole il vostro bene. Come si potrebbe infatti progettare seriamente il domani, se si trascura il naturale desiderio che è in voi di sapere e di confrontarvi? La crisi di una società inizia quando essa non sa più tramandare il suo patrimonio culturale e i suoi valori fondamentali alle nuove generazioni. Non mi riferisco solo e semplicemente al sistema scolastico. La questione è più ampia. C’è, lo sappiamo, un’emergenza educativa, che per essere affrontata richiede genitori e formatori capaci di condividere quanto di buono e di vero essi hanno sperimentato e approfondito in prima persona. Richiede giovani interiormente aperti, curiosi di imparare e di riportare tutto alle originarie esigenze ed evidenze del cuore. Siate davvero liberi, ossia appassionati della verità. Il Signore Gesù ha detto: “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Il nichilismo moderno invece predica l’opposto, che cioè è la libertà a rendervi veri. C’è anzi chi sostiene che non esiste nessuna verità, aprendo così la strada allo svuotamento dei concetti di bene e di male e rendendoli addirittura interscambiabili. Mi hanno detto che nella cultura sarda c’è questo proverbio: “Meglio che manchi il pane piuttosto che la giustizia”. Un uomo in effetti può sopportare e superare i morsi della fame, ma non può vivere laddove giustizia e verità sono bandite. Il pane materiale non basta, non è sufficiente per vivere umanamente in modo pieno; occorre un altro cibo del quale essere sempre affamati, del quale nutrirsi per la propria crescita personale e per quella della famiglia e della società.

Questo cibo – ed è il terzo grande valore – è una fede sincera e profonda, che diventi sostanza della vostra vita. Quando si smarrisce il senso della presenza e della realtà di Dio, tutto si “appiattisce” e si riduce ad una sola dimensione. Tutto resta “schiacciato” sul piano materiale. Quando ogni cosa viene considerata soltanto per la sua utilità, non si coglie più l’essenza di ciò che ci circonda, e soprattutto delle persone che incontriamo. Smarrito il mistero di Dio, sparisce anche il mistero di tutto ciò che esiste: le cose e le persone mi interessano nella misura in cui soddisfano i miei bisogni, non per sé stesse. Tutto ciò costituisce un fatto culturale, che si respira fin dalla nascita e che produce effetti interiori permanenti. La fede, in questo senso, prima di essere una credenza religiosa, è un modo di vedere la realtà, un modo di pensare, una sensibilità interiore che arricchisce l’essere umano come tale. Ebbene, cari amici, Cristo è anche in questo il Maestro, perché ha condiviso in tutto la nostra umanità ed è contemporaneo all’uomo di ogni epoca. Questa realtà tipicamente cristiana è una grazia stupenda! Stando con Gesù, frequentandoLo come un amico nel Vangelo e nei Sacramenti, voi potete imparare, in modo nuovo, ciò che la società spesso non è più in grado di darvi, cioè il senso religioso. E proprio perché è una cosa nuova, scoprirla è meraviglioso.

Cari giovani, come il giovane Agostino con tutti i suoi problemi sulla sua strada difficile, ognuno di voi sente il richiamo simbolico di ogni creatura verso l’alto; ogni creatura bella rimanda alla bellezza del Creatore, che è come concentrata nel volto di Gesù Cristo. Quando la sperimenta, l’anima esclama: “Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato!” (Conf. X, 27.38). Possa ognuno di voi riscoprire Dio quale senso e fondamento di ogni creatura, luce di verità, fiamma di carità, vincolo di unità, come canta l’inno dell’Agorà dei giovani italiani. Siate docili alla forza dello Spirito! È stato Lui, lo Spirito Santo, il Protagonista della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney; Egli vi renderà testimoni di Cristo. Non a parole, ma con i fatti, con un nuovo genere di vita. Non avrete più paura di perdere la vostra libertà, perché la vivrete in pienezza donandola per amore. Non sarete più attaccati ai beni materiali, perché sentirete dentro di voi la gioia di condividerli. Non sarete più tristi della tristezza del mondo, ma proverete dolore per il male e gioia per il bene, specialmente per la misericordia ed il perdono. E se è così, se avrete scoperto realmente Dio nel volto di Cristo, non penserete più alla Chiesa come ad una istituzione esterna a voi, ma come alla vostra famiglia spirituale, come la viviamo adesso, in questo momento. Questa è la fede che vi hanno trasmesso i vostri padri. Questa fede voi siete chiamati a vivere oggi, in tempi ben diversi.

Famiglia, formazione e fede. Ecco, cari giovani di Cagliari e dell’intera Sardegna, anch’io, come Papa Giovanni Paolo II, vi lascio queste tre parole, tre valori da fare vostri con la luce e la forza dello Spirito di Cristo. Nostra Signora di Bonaria, Patrona Massima e dolce Regina dei Sardi, vi guidi, vi protegga e vi accompagni sempre! Con affetto vi benedico, assicurandovi un quotidiano ricordo nella preghiera. (dal sito della Santa Sede - http://www.vatican.va)


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Re: DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 26/11/2008 
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Grazie !Sto trascorrendo un paio di ore serene "sfogliando " il sito ! ho riletto tre volte il discorso di Benedetto xvi e lo ringrazio per le belle parole alla gioventu' (un pò troppe !)ma non ho letto del come LUI vorrebbe fare per eliminare la disoccupazione ,la precarietà, l'emigrazione e il CONSUMISMO.Come LUI si pronuncia contro la notorietà,l'applauso,l'egoismo e nella gestione del successo non si trova riscontro nel bene comune del LORO Habitat romano ! SIC.! troppo faraonismo ! fortunatamente vi sono parroci ( che abbiamo e avremo )che sanno dare un contributo sociale umano e consono alle esigenze del fedele bistrattato.LUI ci indica le tre "F" Benissimo . e noi le applichiamo !e le applicheremo e soppravviveremo alla caduta di Questa società e saremo i benvenuti nel regno di DIO. .BENIUS a presto :!: :!:


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DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 27/11/2008 
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Se mi è permesso, con tutta la dovuta carità, non trovo neppure nelle tue parole nulla che dica il COME risolvere i problemi che il Papa ha esposto nel suo discorso...
Credo che il compito del padre di qualunque famiglia sia in primo luogo esortare i figli al bene, non dargli la minestra pronta e già cotta... se no non si cresce!!!
Credo che, anche rinunciando al suo HABITAT romano, come tu l'hai chiamato, non risolverebbe mica i problemi... se bastasse un quadro della pinacoteca vaticana a diminuire i divorzi, a migliorare la crescita dei giovani e ad aumentare la fede... se bastasse vendere il vaticano per risolvere tutti questi problemi...
Credo che spetti a noi mettere in pratica quanto ci è stato ricordato; e i "parroci" che hai menzionato sono certamente su questa linea...
Credo, infine, di doverti ringraziare per la franchezza e la sincerità...
a presto


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Re: DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 28/11/2008 
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Mi complimento con benius perché, di tutto il sito, ha scelto la pagina migliore per postare un suo commento, dopo averla letta ben tre volte (lo meritava!).
Io sono d’accordo tuttavia con la risposta di Simone, che trovo ottima ed esauriente.

Mi parrebbe giusto aggiungere soltanto una cosa: quel “LORO” habitat non è loro, in realtà, ma nostro, cioè di tutta la Chiesa. E siamo proprio noi cristiani CATTOLICI (cioè la Chiesa) a volere che il nostro Pontefice sia ben visibile e ascoltato da tutto il mondo con la più grande risonanza possibile, perché ciò che dice (e che fa) è per il bene dell’umanità! Se vivesse in una capanna, chi lo ascolterebbe?

Simone correggimi se sbaglio…


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Re: DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 29/11/2008 
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Gentile Simone ti rispondo partendo dalle tue ultime parole del messaggio.Mi dici che sono franco e sincero ma vorresti che io dovrei dare dei consigli che neppure il PAPA ha inculcato in NOI se non qualche piccolo accenno sulle tre "F ".SO' come gestire una famiglia e quando si sciala cadrà il Tempio !tutto è bello in teoria ma la realtà è ben diversa.L' esagerazione nello sperpero dei beni "comuni "(come giustamente mi accenna LOREN) è eccessiva mentre le parrocchie e i missionari si arrabattano come possono !Noi siamo umili pecorelle ma troppi pastori gozzovigliano .Ad esempio la chiesa Cattolica statunitense che ha PAGATO centiinaia di milioni di dollari per "chiudere l'obbrobrio della pedofilia !"Dobbiamo pregare Che DIo ci Aiuti ! Chiedo solamente che oltre alle tre "F" le TRE "M":modestia,morigeratezza e mestizia per eliminare le TRE "P" .poverta' presuntuosità e protervia !Non Ho detto di andare a vivere nelle capanne o vendere quadri per cambiare il MODUS VIVENDI del 21° secolo D.C. ma applicare partendo dal vertice gli insegnamenti di GESU', APOSTOLI; SAN FRANCESCO, SAN GIOVANNI BOSCO ,MADRE TERESA etc. buona giornata in armonia BENIUS


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Re: DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 07/12/2008 
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se vivesse in una capanna, si avrebbe da dire "perchè vive in una capanna?"... è la maledizione che nostro signore stesso aveva predetto "sarete perseguitati per causa mia e del mio nome"!!!
per quanto riguarda la risposta di benius, il male del risarcimento della Chiesa degli USA non è cosi grave in confronto al danno che tali preti hanno causato in quelle povere vittime.
Aperta parentesi - spesso tali accuse sono false - chiusa parentesi, ma anche quando si riscontrano vere, il male non sta nella ricchezza che si è spesa, ma nella santità di questi "uomini" di ""Chiesa"", che sicuramente non era eccelsa e provata. Prima che povera la Chiesa, ossia noi, deve essere santa... di conseguenza sarà povera. Detto cosi è assai più convincente e sicuramente "di fede" rispetto alle ormai troppe accuse che si rivolgono alla Chiesa per ogni cosa che faccia.
Se la leggiamo in questo modo, posso essere d'accordo con benius...
Però prima la santità, prima Cristo... da questo deriva anche la povertà. Cosi come i personaggi che mi hai citato: prima si sono convertiti a Cristo, l'hanno amato alla follia tanto da diventare poveri.
Spero di essere stato chiaro e sintetico.
A presto


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Re: DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 10/12/2008 
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Scusa se non ho risposto prima ma ho avuto grossi problemi al pc grazie al fanatismo dei soliti hacker che vivono solo per per creare disordine e caos ! Sulla santità cito solo una frase di san Giovanni Bosco data a san Domenico Savio (patrono degli adolescenti ) :1)Allegria. Ciò che turba e toglie pace non viene da Dio. 2)Doveri di studio e pietà.Attenzione a scuola,impegno nello studio e nella preghiera. 3)Far del bene ad altri .Aiuta tutti anche a costo di sacrificio. La santità è tutta qui. Dicembre 1854. Io cerco di applicare e infondere queste grandi regole di vita . Valuto inoltre quasi 2000 anni di storia cristiana cattolica protestante ortodossa neo apostolica e altre 51comunità cristiane. Perchè cosi tante divisioni ? Povertà o Potere.? Pace o Protervia ?Morigeratezza ? Benius


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Re: DISCORSO ai giovani di BENEDETTO XVI a Cagliari
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MessaggioInviato: 12/12/2008 
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il discorso si allarga sempre più, ma è vero: la divisione della Chiesa non rende onore ai cristiani... la storia può illuminare molte di queste divisioni con caratteristiche politiche, economiche, di potere...
il fatto è che, secondo me, in ogni separazione la parte che si allontana "tradisce" o "tralascia" qualcosa dell'ideale originario, e non lo fa solo per soldi o per potere, ma per orgoglio.
Gli ortodossi, per avere potere, non hanno accettato la preminenza (non il potere assoluto) del Papa sulla Chiesa perchè per loro era più importante il vescovo di costantinopoli... orgoglio nazionale???
I protestanti, che poi si dividono TRA LORO in una marea di confessioni e miniconfessioni, non accettano molti aspetti della Chiesa perchè non si trovano nella Bibbia (secondo loro, poi è tutto da dimostrare); e tutto questo con la scusa degli abusi della Santa Sede in campo economico che possono anche esserci stati da parte di qualche ecclesiastico: alla fine, però si sono venduti al miglior offerente pur di avere protezione e finanziamenti... orgoglio??? potere???
Ma non per questo ci si stacca dalla Chiesa.
Vedi, proprio san Francesco è diventato santo per questo: perchè combatteva la dissolutezza di qualche membro della Chiesa, la freddezza e l'incoerenza, con la povertà, l'amore e la coerenza di vita.
Chi si vuole staccare dalla Chiesa, è perchè in fin dei conti non ci ha mai creduto, e vuole guadagnarci: i santi ci hanno creduto e sono morti in essa per difenderla e amarla, nonostante il suo volto umano spesso fosse incoerente e peccatore. Sant'Ambrogio diceva che la Chiesa è una santa meretrice, perchè è nata santa per accogliere anche i peccatori, coi loro limiti e le loro incoerenze...
e accoglie anche noi, quando pecchiamo. Poi, che i nostri peccati siano più o meno gravi, più o meno scandalosi, questo non sta a noi giudicare: si condannano gli atti, non le persone, per non correre il rischio di credersi senza peccato e scagliare la prima pietra!!!


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