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I principi non negoziabili!
Autore Messaggio
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MessaggioInviato: 14/11/2008 
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Carissimi amici, ieri è stato deciso che Eluana Englaro può essere uccisa!
Come si può non capire che morire di fame e di sete è un castigo ignobile! Neppure per i condannati a morte si permette una tale barbarie!

Ma anche se la condanna fosse di tipo diverso (più veloce) sarebbe sempre omicidio! La sentenza di ieri è in pratica il via libera all’eutanasia! Dopo di lei si potranno uccidere tutti i pazienti in coma vegetativo (quindi reversibile) e poi tutti i dementi in stato vegetativo, quindi si passerà pian piano agli anziani ormai incapaci ecc.

Secondo me il dolore di qualunque tipo (anche quello dei familiari di tali pazienti) è l’unico modo che abbiamo di purificarci dalle nostre perversità, e, soprattutto, di purificare quelle degli altri. Se davvero ci teniamo a salvare tutte le anime (anche le più malvagie) dalle grinfie del Nemico, dobbiamo insegnare alla gente quanto è importante sopportare la sofferenza!

Nel caso di Eluana, però, siamo noi ad infliggerla a lei…


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 16/11/2008 
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domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo,
a ognuno di suo fratello

(Gn 9,5)

sono io che do la morte e faccio vivere
(Dt 32, 39)

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.

(Is 5, 20)


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 18/11/2008 
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A proposito della sofferenza umana, riflettevo sulle volte in cui don Zara, nelle sue omelie quotidiane, ci ricordava spesso l’importanza di imparare ad accettarla, senza stare a piangersi addosso per ogni malanno che ci capita (chi ne è immune?). Lo faceva, come suo solito, con una grande dolcezza e amabilità… che ci rendeva “facile” riuscire a sopportare i nostri dolori… Ricordo che il giorno dopo una di queste sue riflessioni mi capitò, recitando il “Padre nostro” con Radio Maria, al momento di pronunciare le parole “dacci oggi il nostro pane quotidiano” di avere forte la percezione che quel “pane quotidiano” siano proprio le afflizioni della vita…


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 28/12/2008 
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http://it.groups.yahoo.com/group/fatti_ ... ssage/2812

LA NUOVA CASA BIANCA
L'Amministrazione entrante ripristinerà i fondi alle Ong che usano
l'interruzione di gravidanza come un metodo per la pianificazione
familiare nel mondo

Obama, affondo sull'aborto
Barack pronto a cancellare le restrizioni di Bush

da un articolo di ALBERTO SIMONI, Avvenire 19/12/2008


(…) Entro sabato l'Amministrazione Bush pubblicherà la normativa sull'obiezione di coscienza per i medici e il personale sanitario che consentirà loro di sottrarsi, senza subire richiami, a qualsiasi pratica abbia implicazioni morali, come l'aborto, il controllo delle nascite e la fecondazione in vitro. Sarà tecnicamente più difficile e lungo per l'Amministrazione Obama cambiare questo provvedimento. Basteranno invece degli ordini esecutivi per riscrivere altre norme procedurali relative all'aborto e alla salute riproduttiva.

(…) Di sicuro fra le prime azioni di Obama ci sarà un ordine esecutivo che cancellerà il divieto posto da Bush al finanziamento con fondi federali della creazione di embrioni per la ricerca scientifica. Una delle questioni più controverse riguarda inoltre la cosiddetta «global gag rule», che proibisce che i soldi dei contribuenti Usa siano dati a organizzazioni internazionali per la pianificazione familiare che pratichino l'aborto. Obama dovrebbe autorizzare il ripristino dei fondi federali per l'Unfpa (Fondo Onu per la popolazione) che Bush cancellò nel gennaio del 2001. Il presidente eletto vuole abrogare le norme in vigore. Nel mirino il taglio dei programmi sull'astinenza sessuale e più soldi ai progetti per il controllo delle nascite.


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 11/01/2009 
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Iscritto il: 14/09/2008
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Cari amici, a proposito di eutanasia, argomento di cui si parla spesso, al giorno d’oggi, noi cristiani (soprattutto se cattolici) siamo chiamati in causa per giustificare la nostra posizione. Ecco un utilissimo articolo tratto da “Avvenire” di ieri. Lettura molto istruttiva e utile!

La scienziata con il cancro: «Oggi dico no all’eutanasia»
L’oncologa Ménard: «Quando sei malato le volontà espresse da sano cambiano»
A Beppino? «Vorrei solo donare un dubbio»


Articolo di Lucia Bellaspiga

Dopo una carriera spesa a combattere per il «diritto all’eutanasia », un anno fa l’annuncio choc ripreso da tutti i giornali: «Ho un cancro inguaribile al midollo, presto morirò. Ora, da malata, dico no all’eutanasia ». Sylvie Ménard, oncologa di fama internazionale, fino ad aprile direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale all’Istituto dei Tumori di Milano e per vent’anni impegnata nella ricerca accanto a Umberto Veronesi, scoprì di essere condannata il 27 aprile del 2005. Proprio lei si trovava improvvisamente dall’altra parte della barricata. «All’inizio mi ribellai e decisi di non curarmi: a che serve curarsi se si è inguaribili? Poi ogni prospettiva è cambiata e la mia vita è divenuta molto più piena e degna di essere vissuta di prima».
Perché? Che cosa era successo?
Quando si è sani si parla di vita e di morte come valori filosofici, senza calarsi nella realtà. Ma quando ti trovi in prima persona nella condizione del malato, le prospettive cambiano, così come le priorità. Io stessa partivo lancia in resta a favore dell’eutanasia, mi pareva un diritto di 'libertà', senza approfondire... Essendo francese, poi, per me la libertà è particolarmente importante. Il fatto è che tutti combattiamo per l’eutanasia, ma come diritto del vicino: quando ho dovuto ragionare della morte vera, la mia, la vita ha preso valore, tutta, fino all’ultimo istante.
Dunque la volontà espressa da sani cambia quando si è malati?
Radicalmente. Quale persona, da sana, accetterebbe una prospettiva spaventosa come la Sla o un cancro gravissimo? Chiunque dice «se succedesse a me non vorrei vivere un solo giorno»... Invece quando ti capita, se hai ancora delle cose da realizzare, se senti che chi ti circonda ti ama, e soprattutto se i medici ti evitano la sofferenza fisica, il tempo che ti resta acquista una qualità prima sconosciuta: la vita quando ti sembra illimitata non la vivi appieno, è quando la stai per lasciare che la valuti.
Dunque lei sarà contraria anche al testamento biologico.
Quello che io stessa avrei scritto prima del 2005, lo avrei strappato dopo il cancro. Perché piuttosto che batterci per una 'degna morte' non ci si batte per una 'vita degna', affinché ogni cittadino abbia diritto alla terapia del dolore, a un accompagnamento totale, fisico e psicologico? Una volta accettata la propria morte capisci che è un fatto naturale, a condizione che sia serena e senza sofferenza, e oggi si può.
A questo proposito, Eluana non soffre ma alcuni considerano la sua una vita non degna.
Lo trovo spaventoso: non esiste una vita indegna. Può esserlo, tra virgolette, quella di un feroce assassino, certo non quella di un malato. Eluana respira da sola, dorme, si sveglia, va incontro alla senescenza... che ne so io della sua vita? Li chiamiamo 'vegetali' ma non sappiamo assolutamente nulla di queste persone. Il mio terrore è che Eluana senta ciò che si dice intorno al suo letto... Molti pazienti usciti da anni di stato vegetativo ci hanno raccontato che sentivano tutto ma non potevano minimamente comunicare: da queste storie riconosciamo almeno la nostra attuale ignoranza.
C’è chi sostiene che Eluana è inguaribile, dunque è inutile curarla.
I due termini non sono sinonimi: molte malattie sono inguaribili, ad esempio il diabete, ma esistono i farmaci per curarle. Il cancro stesso a volte è inguaribile, ma è sempre curabile!
Un concetto fondamentale per definire il ruolo del medico, oggi spesso snaturato.
Esatto: il medico deve guarire qualche volta, curare spesso, confortare sempre. Se un paziente esce dal suo studio con la morte nel cuore, quel medico non ha fatto il suo lavoro.
O se la morte nel cuore ce l’ha un parente: in fondo è l’intera famiglia che si 'ammala', quando in casa c’è un caso grave come quello di Eluana.
Beppino Englaro ha la morte nel cuore, significa che accanto a sé ha qualche medico che non sa fare ciò che deve. Io, scienziata atea, se potessi, vorrei lasciargli solo un dubbio: che forse in sua figlia una minima attività c’è, che magari possa sognare mentre dorme. Come fa lui a saperne più di tutti i neuroscienziati? Vuole liberarla, dice, ma è sicuro? Nella totale mancanza di dati che ci dicano se il suo mondo è così brutto come sostiene o addirittura non esista neppure, accolga questo dubbio. E nel dubbio abbia la forza di accettare una vita seppure minima, che non soffre e non fa male a nessuno.
Avvenire, 9/01/2009
trovato in:
http://www.storialibera.it/forum/viewto ... 336#p10336


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 19/01/2009 
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Iscritto il: 14/09/2008
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Cari amici, se avete fegato cliccate in questo link, è qualcosa di cui non tutti sono a conoscenza, e se ne deve parlare il più possibile, specialmente ora che è al governo degli Stati Uniti d’America un uomo che è d’accordo con tutto ciò, e che vuole togliere ogni veto (che Bush aveva sapientemente attivato). Speriamo che non gli riesca… ci sarà pure qualcuno in grado di ragionare e di mettergli i bastoni fra le ruote!...
http://www.benmelech.org/aborto/aborto- ... rziale.htm


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 26/01/2009 
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Iscritto il: 14/09/2008
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http://www.dueminutiperlavita.info/ Cari amici, leggete questa interessante pagina riguardante la posizione giuridica del caso Englaro, dove si chiarisce che Eluana non può essere lasciata morire senza incorrere nel reato di omicidio, quantomeno da parte dei medici che dovessero “provvedere” allo scopo… In questa info c’è anche la motivazione dell’atto governativo del ministro Sacconi, intervenuto per impedire la messa in atto del decreto del Tribunale di Milano, il quale è solo autorizzativo e che, perciò, «nessuno può essere obbligato a darne esecuzione».
Devono essere chiarite anche le cose più evidenti…
Siamo arrivati al tempo in cui si deve dimostrare… che due più due fa quattro!


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 04/02/2009 
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Iscritto il: 14/09/2008
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Carissimi, vi propongo la lettura di questo utilissimo articolo di Riccardo Cascioli, dalle pagine del “Timone”, per rendervi conto di quello che sta succedendo ad Eluana Englaro, anche perché ieri sera nei vari TG abbiamo sentito dire da un medico (!!!) che Eluana è morta 17 anni fa… (sic)

SE QUESTA E' UNA DONNA
Riccardo Cascioli

“Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuore batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sorride e altri nei quali forse socchiude gli occhi. Ma quanti sanno davvero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in diciassette anni non ha preso un antibiotico?”.

Così ha parlato Margherita Coletta, la vedova di un carabiniere ucciso nell’attentato di Nassiriya (Iraq) il 12 novembre 2003, che negli ultimi mesi ha visitato più volte Eluana Englaro nella clinica di Lecco dove era ricoverata da 15 anni e che ha intessuto un rapporto di amicizia con Beppino, il padre di Eluana. Margherita Coletta ha parlato in una intervista pubblicata da Avve! nire oggi, 4 febbraio 2009, in in cui racconta la sua esperienza con Beppino ed Eluana. Un’intervista tutta da leggere, ma quelle parole citate all’inizio sono da meditare e riproporre ovunque perché spezzano quel muro di ipocrisia e malignità che un gruppo di sciacalli ha eretto intorno alla famiglia Englaro, sfruttando il dolore di un padre evidentemente disorientato: “Credo sia soprattutto lui in uno stato simile a quello vegetativo”, ha detto di lui Margherita Coletta, con una espressione di filiale affetto.

Ieri sera al TG1 abbiamo assistito al vertice di questa “danza del male”, con l’intervista al primario anestesista della clinica “La Quiete” di Udine, Amato Da Monte, l’uomo che ha coordinato la “deportazione” di Eluana dalla clinica della vita alla camera della morte. Di notte; l’habitat naturale del “principe delle tenebre”. Alla domanda della giornalista che chiedeva sulla possibile sofferenza di Eluana, Da Monte ha risposto: “Eluana è morta 17 anni fa”. Rileggiamo quanto detto da Margherita Coletta: risulta al professor Da Monte che le persone morte aprano gli occhi di giorno, sorridano, abbiano il ciclo mestruale, respirino senza problema, abbiano il cuore che batte autonomamente? E se è così convinto che Eluana sia già morta, perché pensa di somministrarle dei sedativi durante il procedimento di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione?

Solo chi è morto dentro può capovolgere la realtà fino a questo punto. E proprio lui aveva detto all’inizio dell’intervista che vedendo Eluana per la prima volta si sentiva “devastato”, perché era così diversa dalle foto che da mesi scorrono in tv e sui giornali e che si riferiscono ad Eluana prima dell’incidente. Certo che è molto diversa, così come lo stesso dottor Da Monte è diverso rispetto a 17 anni fa. E’ ciò che accade ai vivi: si cresce, si invecchia. Dei morti, invece, dopo 17 anni restano soltanto le ossa. Ma per Da Monte, Eluana è morta 17 anni fa.

La responsabilità di questa barbarie però, non si può scaricare evidentemente sul solo dottor Da Monte. Egli è soltanto l’immagine fedele di questa nostra società composta di “morti che camminano”, incapaci di dare o almeno di cercare un senso alla realtà, alla sofferenza come alla gioia, al lavoro come al riposo, incapaci di essere uomini e donne. E’ l’immagine dei tanti sciacalli che si sono avventati su Eluana, come prima avevano fatto con Welby, per imporre un’ideologia di morte, a cominciare dai militanti del Partito radicale e i loro avvocati che hanno spinto Beppino Englaro a portare fino in fondo un atto che lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni.

E’ l’immagine dei tanti Ponzio Pilato che affollano gli scranni dei tribunali italiani - e non solo -, che davanti a una evidente invasione di campo di qualche giudice militante, si preoccupano soltanto di stabilire la legittimità formale delle sentenze: la frase è corretta, l’inchiostro è giusto, si ! proceda all’esecuzione. E ci si permetta qui di correggere il presidente Napolitano, che ha invocato subito una legge sul testamento biologico perché i magistrati della Cassazione si sono inseriti in un vuoto legislativo. Caro presidente, non c’era alcun vuoto legislativo in Italia a proposito di eutanasia: essa è vietata, punto e basta. I giudici hanno compiuto un vero e proprio colpo di mano, e l’unica legge buona sarà quella che impedirà ad altri giudici di perseguire la stessa strada.

Tornando al discorso precedente, il dottor Da Monte è anche l’immagine nauseante di tanti politici incapaci di chiamare le cose con il loro nome e che si trincerano dietro il “rispetto per il dolore della famiglia” per avallare un atto che segna la condanna a morte, non di Eluana, ma dell’intera nostra società di cui dovrebbero essere loro i primi difensori.

E’ infine anche una domanda su ciascuno di noi, se abbiamo fatto tutto il possibile per affermare il Bene, per rispettare la vita di Eluana e sostenere il padre Beppino nella sofferenza.

E’ vero comunque che in tutta questa vicenda sono emersi anche segnali di speranza: abbiamo visto una grande mobilitazione di persone comuni sdegnate per questa barbarie, mobilitate nell’estremo tentativo di salvare Eluana. Segno che la sensibilità per la vita non è morta nel nostro popolo. E abbiamo visto anche dei politici fare il loro possibile per fermare la deriva di questa società, a cominciare dal ministro Sacconi e dal governatore della Lombardia Formigoni

Questo ci aiuta anche a vedere che la partita ancora non è finita. Abbiamo ancora tutti la possibilità di fare qualcosa.

Anzitutto pregare. Pregare perché il Signore apra il cuore a Beppino Englaro, che lo faccia rinsavire e comprendere la gravità del gesto che sta per compiere.

E poi fare pressione con tutti i mezzi possibili: manifestazioni, ma anche lettere a giornali, tv. E soprattutto a coloro che stanno per alzare la mano su Eluana: i responsabili della clinica La Quiete e il Comune di Udine che ha fatto da ponte.


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 07/02/2009 
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http://www.lavocedidoncamillo.com/2009/ ... oleva.html

Crisafulli: Beppino Englaro mente. Lei non voleva morire

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Pietro Crisafulli, il fratello di Salvatore che si è svegliato dopo due anni in stato vegetativo, contenente importanti rivelazioni sul conto del padre di Eluana

mercoledì 4 febbraio 2009

In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.
Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”. Da quel giorno siamo rimasti in contatto e amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente.
Dopo l'appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.
All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.

Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti.
Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione era farla morire e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.
In quella circostanza anch'io ero favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione poteva essere quella di portarla all'estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.
Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta.
Questa è pura verità. Tutta la verità. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.
E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no.
Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito http://www.salvatorecrisafulli.it
Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per ucciderlo.
Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi.
Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.

(Pietro Crisafulli) da http://www.ilsussidiario.net/news.aspx


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Re: I principi non negoziabili!
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MessaggioInviato: 07/02/2009 
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Cari amici, riporto un'intervista andata in onda ieri sera venerdì 6 febbraio dal radio-giornale vaticano. Non è come sentire la voce, di Margherita Coletta, ma è comunque di grande rilievo anche il solo leggerle, le parole uscite dalla bocca di chi, Eluana Englaro, l'ha vista!
http://www.radiovaticana.org/radiogiorn ... 06.htm#gr2

Eluana: approvato il decreto che impedisce la sospensione di alimentazione e idratazione

◊ Caso Englaro. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi all’unanimità il decreto legge per impedire la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana. Il decreto è stato approvato nonostante i dubbi del Quirinale. Proprio oggi la Clinica “La Quiete” di Udine aveva iniziato la riduzione dell’alimentazione della donna in stato vegetativo da 17 anni. Sulla vicenda abbiamo raccolto la testimonianza di Margherita Coletta, vedova di Giuseppe, carabiniere assassinato a Nassiryah e madre di Paolo, stroncato dalla leucemia all’età di sei anni. Il dolore ha avvicinato la donna al dramma della famiglia Englaro: da qui il desiderio di conoscere papà Beppino, quindi lo “sconvolgente” incontro con Eluana. Ecco come lo ha raccontato al microfono di Paolo Ondarza, poco prima che arrivasse la notizia dell'approvazione del decreto:

R. – All’inizio non sapevo cosa aspettarmi, perché da tutto quello che sentivo in giro, che era attaccata alla macchina, pensavo – entrando lì dentro – di trovarmi una ragazza, non so in che condizioni da come l’avevano descritta; quindi, che respirasse attraverso un'apparecchiatura, cosa che invece non è stata. Io sono entrata nella stanza ed ho visto una ragazza della mia stessa età, di 38 anni, coricata in un lettino, senza alcuna apparecchiatura vicino; come quando una persona va a trovarne un’altra in ospedale, alimentata attraverso un sondino, e non aveva nient’altro.

D. – Ma ha avuto l’impressione di non poter instaurare un rapporto, con Eluana?

R. – No, ho avuto tutt’altra impressione, perché io, quando mi sono avvicinata, non volevo invadere la sua privacy. Lei era appoggiata con la guancia destra sul cuscino; io ho cominciato ad accarezzarla e lei ha iniziato a muovere le palpebre. Lì per lì sono rimasta turbata per questo, perché me la immaginavo con gli occhi chiusi. La delicatezza della sua pelle è come la sensazione di toccare il velluto; la suora mi ha anche fatto vedere il suo corpo, le sue gambe snelle.

D. – Cosa ha visto?

R. – Una donna, una donna normalissima come tante altre donne; soltanto con il viso un po’ più rotondo rispetto alle foto, i capelli corti per essere anche più agevole la pulizia della sua persona. Invece poi, la seconda volta che sono tornata da lei, il 23 dicembre, sono andata con una consapevolezza diversa: quindi mi sono avvicinata ed ho iniziato un po’ a scherzare con lei. E nel corridoio c’era il papà, Beppino, che era arrabbiato con dei giornalisti, e mi ricordo che io, per sdrammatizzare un po’ la cosa, mi sono avvicinata a lei e le ho detto “Eluana, lasciali perdere, tutti”, scherzando, ridendo, “non dar retta a nessuno”, e a questa battuta lei ha sorriso. Poi ho saputo che questa cosa non l’ha mai fatta in 15 anni; c’erano altre due persone, vicino a me, che l’hanno visto.

D. – Ecco, ora Eluana ha lasciato la casa di cura dov’è stata assistita dalle suore che si sono prese cura di lei amorevolmente…

R. – Amorevolmente. Io ho avuto rapporti soprattutto con suor Rosangela, quella che le è stata proprio vicina per 15 anni; lei la ama come se fosse sua figlia.

D. – Quello a cui forse non si pensa, in questi momenti, è che Eluana, adesso, si trova in una struttura per lei totalmente estranea; è sola…

R. – Certo, non la amano. Nessuno ama Eluana, lì dov’è. Quale battaglia stanno facendo, per Eluana? Stare in 14, tra medici ed infermieri, lì davanti, e veder morire una persona, questo è un atto disumano. Dare ad Eluana un po’ d’acqua e poi toglierla, farla morire di sete è una cosa assurda: come fa l’essere umano a non rientrare in se stesso? Se loro provassero a pensare ad Eluana come ad una persona che appunto è viva, respira autonomamente, che sicuramente ha dei sentimenti dentro, ma che non riesce ad esprimerli; la vita va intesa anche in questo stato.

D. – Che cosa prova, adesso che Eluana è stata portata a morire?

R. – Provo un immenso dolore dentro. Ma non per Eluana, perché lei, comunque vadano le cose, starà bene; avrà un Padre che l’accoglierà. Io provo dolore per quelli che rimarranno.

D. – Pensa al papà?

R. – Sì, penso al papà, al dolore immenso che proverà quando si sveglierà lui dal coma, non Eluana. Io ho rispettato lui finchè Eluana è rimasta a Lecco; non ho detto nulla, perché era una cosa che io volevo tenere per me. Però adesso no, adesso era giusto dirlo, perché la verità va sempre detta.

D. – Margherita, ha sentito il signor Englaro, dopo il trasferimento di Eluana?

R. – Sì, ho saputo alle due di notte che Eluana sarebbe stata portata via, quindi la mattina l’ho chiamato per avvisarlo che io avrei detto queste cose. Lui stamattina, sui giornali, ha detto che gli amici cui ha fatto vedere Eluana l’hanno tradito: non è così. Io sono sua amica e lo rimarrò sempre, perché rispetto il suo dolore di padre, anche se non condivido niente di quello che sta facendo.

D. – Pensa di sentirlo?

R. – Sì, sicuramente. E’ un padre, un padre che forse ha perso di vista qual è il ruolo reale che un genitore deve avere nei confronti dei propri figli. Probabilmente perché è stato un po’ stordito da tutto quello che gli è successo intorno, da chi lo sta usando.


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